Gli integratori
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Integratori
Per capire la sicurezza di un integratore è importante saper analizzare l’etichetta: questa è la base per fare scelte consapevoli.
In Italia, in etichetta deve essere presente il codice ministeriale (o MINSAN). È un codice numerico che il Ministero della Salute assegna agli integratori prima della loro immissione in commercio e rappresenta una garanzia di identificazione, efficacia, sicurezza e tracciabilità.
Devono essere presenti:
• la tabella nutrizionale, con la quantità di nutrienti e la loro percentuale sul valore giornaliero raccomandato;
• la lista degli ingredienti in ordine decrescente di quantità;
• la modalità d’uso e la conservazione;
• le avvertenze, ad esempio: non superare la dose raccomandata, tenere fuori dalla portata dei bambini, non sostituire una dieta sana ed equilibrata;
• lotto e scadenza;
• nome e indirizzo dell’azienda produttrice, elemento fondamentale per la tracciabilità.
Consiglio sempre di scegliere integratori con codice ministeriale, soprattutto se acquistati su internet.
Se comprate online, fatelo su siti italiani e farmacie certificate, perché il problema nasce quando si acquistano prodotti su siti extra UE o da venditori sconosciuti. Spesso arrivano integratori senza codice ministeriale, che possono rappresentare un pericolo per il consumatore: possono contenere dosi diverse da quelle dichiarate in etichetta, contaminanti non dichiarati come metalli pesanti (piombo o mercurio) o addirittura batteri e muffe.
Per questo è sempre meglio farsi consigliare dal medico o dal farmacista prima di assumere un integratore per via orale.
Gli integratori servono solo in determinati casi:
• se abbiamo una carenza reale dimostrata da analisi del sangue, ad esempio carenza di vitamina D, acido folico, ferro o vitamina B12;
• in condizioni fisiologiche particolari, come gravidanza, allattamento, menopausa, età avanzata, oppure per chi segue diete restrittive come la vegana o l’ipocalorica;
• in periodi di aumentato fabbisogno, ad esempio in caso di stress, intensa attività fisica, convalescenza dopo malattie o terapie antibiotiche.
È anche vero che l’effetto placebo negli integratori è molto potente.
Se prendiamo una compressa “pensando” che ci darà energia, spesso ci sentiamo più in forma: il potere della nostra mente è molto forte.
Gli integratori sono ottimi alleati, ma vanno presi nel momento giusto e per il motivo giusto. Ricordiamoci che la salute si costruisce prima di tutto con uno stile di vita sano.
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Naturale non significa sicuro
È uno dei miti più diffusi da sfatare.
“Naturale” significa solo che l’ingrediente deriva da una fonte vegetale, minerale o animale, ma non garantisce sicurezza, soprattutto quando si associa un integratore “naturale” ai farmaci. Esistono infatti molti attivi naturali che possono interagire con i medicinali.
Per esempio, l’iperico (o erba di San Giovanni), usato per stabilizzare il tono dell’umore, accelera il metabolismo di molti farmaci riducendone l’efficacia, come:
• la pillola anticoncezionale;
• anticoagulanti come il warfarin;
• alcuni farmaci per l’HIV;
• alcuni chemioterapici.
Anche il tè verde, se assunto in dosi eccessive, può stressare il fegato.
Valeriana, passiflora e melatonina, che sono calmanti naturali, se presi a dosi elevate possono potenziare l’effetto sedativo di ansiolitici, antistaminici e sonniferi, aumentando la sonnolenza, soprattutto negli anziani.
Quindi “naturale” può essere ottimo, ma non è sinonimo di innocuo.
Proprio per il rischio di interazioni con i farmaci, gli integratori dovrebbero essere consigliati esclusivamente dal medico o dal farmacista.